2 GIUGNO: FESTA DELLA REPUBBLICA

Ottanta anni, con il Referendum istituzionale, nasceva la Repubblica italiana

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La Festa della Repubblica Italiana si celebra ogni anno il 2 giugno ed è la principale festa nazionale civile, istituita per ricordare la nascita dello Stato italiano moderno.
Il significato storico
    • Il Referendum del 1946: Il 2 e 3 giugno 1946 i cittadini italiani vennero chiamati alle urne per scegliere tra Repubblica e Monarchia. La Repubblica vinse con il 54,3% dei voti. 
    • Il primo voto delle donne: Le elezioni del 1946 rappresentano la prima consultazione politica nazionale a suffragio universale in Italia, in cui votarono finalmente anche le donne. 
    • L’Assemblea Costituente: Insieme al referendum, si votò per eleggere i membri dell’Assemblea Costituente, l’organo incaricato di redigere la Costituzione Italiana (entrata poi in vigore il 1° gennaio 1948). 

L’appello del Presidente Sergio Mattarella alle nuove generazioni per l’80° anniversario della Repubblica.

Il Capo dello Stato Sergio MATTARELLA ha dichiarato nel Messaggio agli Italiani per l’inizio dell’anno 2026:

La Repubblica è uno spartiacque nella nostra storia.

Non uno Stato che sovrasta i cittadini ma uno Stato che riconosce i diritti inviolabili, la libertà delle persone, le autonomie nella comunità.

La democrazia italiana che muove i suoi primi passi nel dopoguerra è giovane, dinamica, mette radici, dialoga nel mondo.

Spesso diciamo che i principi e i valori che le madri e i padri costituenti ottanta anni fa incisero nella Costituzione vanno vissuti, testimoniati ogni giorno: è questo che li ha fatti diventare realtà nelle scelte quotidiane di ognuno di noi. …

Riflettere su ciò che insieme abbiamo conquistato è la premessa per poter guardare al futuro con fiducia e con rinnovato impegno comune. La consapevolezza di questa storia può conferirci forza per affrontare con serenità le sfide e le insidie del nostro tempo.

Infine, rivolgendosi ai giovani, ha voluto fare un ideale passaggio di testimone tra i giovani di oggi e i ragazzi e le ragazze che nel 1946 scelsero la democrazia, dichiarando:

Nessun ostacolo è più forte della nostra democrazia. Desidero ricordarlo a tutti noi e rivolgermi, particolarmente, ai più giovani.

Qualcuno – che vi giudica senza conoscervi davvero – vi descrive come diffidenti, distaccati, arrabbiati: non rassegnatevi.

Siate esigenti, coraggiosi. Scegliete il vostro futuro.

Sentitevi responsabili come la generazione che, ottanta anni fa, costruì l’Italia moderna.

 

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